LA LEGGENDA DELLA LEGGE FATTA CON I PIEDI

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 DIMAIO

Facciamo una premessa, le leggi sono fatte in modo che le comprenda chi deve utilizzarle, spesso hanno un linguaggio per noi uomini della strada incomprensibile ma per chi deve maneggiarle comprensibilissimo.

Se così non fosse, non avremmo bisogno di costituzionalisti, giuristi, avvocati, magistrati.


Veniamo al dunque, quante volte al giorno sentiamo dire dai fautori del No "una legge fatta con i piedi" ? Impossibile contarli, soprattutto da giornalisti. Apro parentesi, se a questi gli si dicesse 100 volte al giorno che i loro giornali sono fatti con i piedi (ed è vero) saremmo tacciati di chissà quali insulti e classificazioni, ma si sa, alle istituzioni ormai si può dire tutto.

Qual è il perno di questa considerazione? la riforma dell'art. 70, e allora proviamo a vederlo.

Faccio un'altra premessa, io non sono avvocato, non sono costituzionalista, non ho mai studiato legge. Semplicemente sono abituato a leggere le leggi perché non mi fido dei rendiconti giornalistici.

Provate a leggerlo anche voi questo articolo, per cui secondo alcuni scienziati, si dovrebbe buttare in mare 40 anni di aspettativa e anni e anni di lavoro per arrivare a una sintesi. Io l'ho fatto e ho compreso perfettamente il senso della legge. Secondo alcuni, lasciatemi dire, cialtroni, questo articolo sarebbe talmente confuso da poter creare nel futuro un'enormità di interpretazioni, conflitti, contenziosi.

Leggetela e riflettete e vedrete chiaramente che il motivo per cui questo articolo può apparire lungo e farraginoso rispetto agli altri è proprio quello di evitare in senso assoluto che si creino dubbi. L'articolo elenca in modo preciso quali leggi spettano al Senato, le elenca una per una. Poi sembrano tante perché per farlo in modo preciso definisce in modo inequivocabile gli articoli che comprendono gli argomenti. In realtà potrete constatare che le leggi in cui il Senato sarà chiamato a dare il proprio parere sono pochissime e anche infrequenti.

Allora voglio essere anche io maligno come molti amici che si son posti dall'altra parte della barricata. Perché alcuni costituzionalisti concordano con D'Alema nel dire che bastavano due righe per fare la riforma?

Forse perché vedono compromesso il loro lavoro?  Già perché avete presente vero, che sono decenni che in Italia si dà lavoro a centinaia di questo tipo di professionisti chiamati a interpretare articoli della Costituzione fatti da 4 parole e che quindi lasciano campo aperto a centinaia di diverse visioni. Avete presente la Corte Costituzionale quanto deve lavorare per dare il suo parere sulla costituzionalità di qualsiasi fatto o legge e non lo dà mai all'unanimità?

Voglio dire che la nostra Costituzione, la più bella del mondo è fatta con i piedi?

No semplicemente che è frutto di compromessi fra Comunisti e Democristiani e dove non si è arrivati a un risultato mediato si è lasciato in piedi qualcosa di ambiguo, vago che ha dato da lavorare a tanta gente.

Vogliamo continuare su questa strada? Io credo di no.

Ma chiudo dicendo, leggetelo bene questo articolo, comprendetene il senso e poi ogni volta che sentite dire che la riforma è fatta con i piedi, tirate le somme.


(Procedimento legislativo).
1. L'articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 70. – La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all'articolo 71, per le leggi che determinano l'ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore di cui all'articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all'esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L'esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all'articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all'articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d'intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all'esame della Camera dei deputati».

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