Costituzionalisti di serie A e di serie B ?

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firma costituzione italiana1A sentire qualcuno sembra che ci sia una guerra fra Costituzionalisti divisi fra il Sì e il No. Se così fosse, non dovremmo ascoltarne nessuno, quando gli scienziati si dividono non sono più attendibili.

In realtà tutta questa divisione non c’è, la maggioranza assoluta dei Costituzionalisti è a favore della Riforma. Gli sfavorevoli però sono molto più gettonati, diffusi, intervistati, condivisi, in questa strana epoca della Dittatura delle minoranze che hanno in mano praticamente quasi tutti i media.

Ho notato ultimamente più di uno di questi  “Dei scesi in terra”  parlare di chi ha lavorato a questa riforma, come di ragazzini incompetenti. Se fossimo obiettivi basterebbe già questo a catalogare questi Esseri Superiori dei veri cialtroni, perché nessuno dovrebbe permettersi di parlare in questo modo di loro colleghi solo per il fatto che non si condivide il loro operato.

Ma veniamo ai ragazzini. È vero, non c’è dubbio, esiste uno scontro generazionale, tra chi ha speso la propria vita a spiegare la Costituzionale così com’è, ritenendola immodificabile, in quanto un Sacro Simulacro inattaccabile, incriticabile. Hanno speso la loro vita anche ad arrampicarsi sugli specchi per spiegare tratti inspiegabili, frutto solo di difficili compromessi fra due mondi diversi.

Il Bicameralismo perfetto, un esempio. Era già nelle menti dei Padri Costituzionalisti che si sarebbe dovuto trovare a breve un modo per superarlo, ovvero chi lo ha ideato era convinto che non fosse una soluzione.

Chi sono invece questi ragazzini? Intanto sono tutt’altro che ragazzini, visto che sono tutti Docenti Universitari e non da poco. La differenza è semplice, questa nuova generazione spende il suo tempo a studiare la realtà di oggi che è ben diversa  da quella degli anni 40. Studia l’adattabilità della nostra Costituzione rispetto ai problemi, alle necessità, alle risorse dei nostri tempi. E lo fa anche studiando i sistemi  politici dei paesi Europei, ovvero quelli a noi più simili. Studiarli significa capire quando dei metodi funzionano, quando alcuni altri non funzionano nemmeno in altri paesi.

Il frutto di tutto questo lavoro (di anni e anni, non di mesi) è la riforma, probabilmente non perfetta, in quanto anche lei risultato di compromessi fra le parti politiche. Ma rimane il frutto di studi approfonditi di illustri Costituzionalisti, che solo dei cialtroni possono bollare come riforma pasticciata creata da incompetenti.

In sintesi, a me personalmente i giudizi dei Costituzionalisti fermi, incartati, nel celebrare una Costituzione di 70 anni fa, senza accorgersi che il mondo cambia da un mese all’altro, sinceramente non fa né caldo né freddo.

Mi ricorda alcuni Sindacalisti che ripetono frasi del grande Di Vittorio, come se la condizione dei lavoratori di oggi fosse uguale a quella del 1906.

Come sempre invito semplicemente a leggere la Riforma, è molto più chiara e semplice di quanto vorrebbero farla apparire.

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